Camino a bioetanolo: consigli utili per la scelta e la manutenzione
Sognate un camino in grado di creare un’atmosfera calda ed accogliente, ma vivete in un condominio e non avete una canna fumaria? Niente paura, oggi grazie ai camini a bioetanolo o biocamini il vostro sogno diventa possibile, senza affrontare opere murarie o richiedere speciali autorizzazioni. I moderni camini alimentati a bioetanolo, infatti, non necessitano di alcuna canna fumaria nè alimentazione elettrica, sono facili da trasportare e possono essere posizionati in qualsiasi ambiente della casa,
Funzionamento di un camino a bioetanolo
Il biocamino ha una struttura ed un funzionamento molto semplice. La parte più importante è costituita dal bruciatore, dove avviene la combustione. Questo elemento è realizzato in acciaio inox, per resistere alle alte temperature. Un buon bruciatore deve essere regolabile per modulare l’intensità della fiamma, il calore emesso ed il consumo.
L’assenza di canna fumaria è possibile perché il bioetanolo non produce cenere e, in una combustione completa, i principali prodotti sono anidride carbonica e vapore acqueo. Questo non significa però che la combustione sia priva di effetti sull’aria interna: il camino consuma ossigeno e, in condizioni reali, possono formarsi anche piccole quantità di altri inquinanti, variabili in base a combustibile, bruciatore e ventilazione. Per questo un biocamino va utilizzato soltanto in ambienti sufficientemente ampi e ben aerati.
Il dato più importante è il volume minimo della stanza indicato dal produttore. La norma EN 16647-1:2025, applicabile ai camini decorativi domestici ad alcool azionati manualmente, richiede che questo valore sia riportato sulla confezione e nelle istruzioni. Non esiste quindi un rapporto m³/kW unico valido per ogni prodotto; a titolo puramente orientativo, alcuni apparecchi certificati presenti sul mercato richiedono circa 20-25 m³ di ambiente per ogni kW di potenza, ma il valore da seguire è sempre quello specifico del modello e delle sue condizioni di ventilazione.
In pratica è consigliabile aerare bene il locale prima e dopo l’utilizzo e, se il camino rimane acceso a lungo, garantire un ricambio regolare o continuo di aria esterna secondo le istruzioni del produttore. Nei locali molto piccoli, sigillati o privi di ventilazione naturale l’uso va evitato se non sono rispettati i requisiti del modello. Un rilevatore di monossido di carbonio può rappresentare una precauzione aggiuntiva, ma non sostituisce il corretto dimensionamento della stanza, la ventilazione e il rispetto delle istruzioni di sicurezza.
Queste verifiche rientrano anche nella manutenzione ordinaria: mantenere pulito il bruciatore, usare soltanto il combustibile previsto, controllare periodicamente lo stato dell’apparecchio e non ostruire prese d’aria o sistemi di ventilazione aiuta a mantenere più regolare la combustione. In caso di uso prolungato, odore insolito, mal di testa o aria percepita come pesante è prudente spegnere il camino, aerare il locale e verificare le condizioni di utilizzo prima di riaccenderlo.

Camini a bioetanolo come oggetti di design
Oggi i caminetti a bioetanolo sono veri e propri oggetti di design, capaci di impreziosire l’ambiente e rendere accogliente qualsiasi angolo della casa. In commercio esistono innumerevoli modelli, di diverse dimensioni e potenze in grado di accontentare le esigenze più diverse: caminetti a bioetanolo da tavolo, caminetti a bioetanolo da parete e da incasso e caminetti a bioetanolo da terra.
Nei prossimi paragrafi, vi illustreremo caratteristiche, vantaggi, consumi e capacità di riscaldamento.
Camini e caminetti a bioetanolo da tavolo
I biocamini da tavolo sono la soluzione più pratica e adatta per i piccoli ambienti. Le dimensioni contenute, li rendono leggeri e facili da spostare all’occorrenza. Basta posizionare questi piccoli oggetti di design sul tavolo ed in un attimo l’atmosfera diventa calda e conviviale. Il bruciatore ha delle dimensioni piuttosto contenute e rappresenta un’integrazione al riscaldamento. Il loro costo è molto contenuto e sul mercato sono presenti diversi modelli che si adattano a qualsiasi tipo di arredamento.

Camini e caminetti a bioetanolo da parete
I modelli da parete hanno dimensioni più grandi rispetto a quelli da tavolo e sono in grado di riscaldare senza problemi una stanza di medie dimensioni. Quasi come se fossero un quadro, i biocamini da parete hanno un notevole impatto estetico e sono un vero e proprio elemento d’arredo che conferisce eleganza all’ambiente.
Il costo parte dai 150 euro ed aumenta in base alle dimensioni, al numero di bruciatori e alla qualità dei materiali. I biocamini da incasso sono molto simili necessitano di piccole opere murarie prima dell’installazione. Nella parete viene creata una sezione per accogliere la scocca del camino da incassare, in questo modo tutto risulta perfettamente integrato con l’architettura della stanza.

Camini e caminetti a bioetanolo da tavolo
I biocamini da terra sono disponibili in diverse dimensioni: più contenuti da posizionare in qualsiasi angolo della casa e modelli più grandi che fungono da divisore di ambienti o che ricordano i tradizionali caminetti a legna. Possono essere spostati all’occorrenza e sono ideali per arredare anche spazi commerciali come alberghi, ristoranti e centri SPA. Noi sconsigliamo l’istallazione di questi camini al contatto diretto con pavimentazioni in parquet, poiché il calore potrebbe deformare il legno.
Il posizionamento deve sempre partire da una superficie stabile, piana e resistente al calore. Sono preferibili supporti e pavimentazioni non infiammabili, come pietra, gres, metallo o altri materiali indicati dal produttore. Parquet, legno, tessuti, moquette e superfici sensibili al calore richiedono invece particolare attenzione: quando previsto dal modello è opportuno utilizzare una base protettiva o un pannello isolante non combustibile, evitando comunque che il calore venga trasferito direttamente al materiale sottostante.
Non esiste una distanza minima universale valida per tutti i biocamini: va rispettata quella riportata nel manuale del singolo modello, soprattutto rispetto a tende, imbottiti, mobili, mensole e altri materiali combustibili. Come riferimento prudenziale, diversi manuali e linee guida di sicurezza prevedono almeno 1 metro dai materiali infiammabili quando la fiamma è esposta, ma il dato del produttore resta sempre prioritario. È inoltre meglio evitare passaggi stretti, zone soggette a urti e punti attraversati da forti correnti d’aria.
Per i modelli da tavolo il supporto deve essere ampio, stabile e non facilmente urtabile, senza tovaglie o oggetti sospesi sopra la fiamma. I modelli da terra vanno collocati su una base perfettamente stabile e, in presenza di parquet o materiali delicati, protetti secondo le istruzioni del produttore. Per i modelli da parete occorre verificare sia la portata e la natura della parete sia le distanze laterali e superiori previste per l’installazione, evitando di posizionarli sotto mensole, TV o materiali sensibili al calore se il manuale non lo consente.
Prima dell’accensione conviene quindi controllare che il camino non possa ribaltarsi o essere urtato, che l’ambiente rispetti il volume minimo e la ventilazione richiesti dal produttore e che bambini e animali non possano raggiungere facilmente la fiamma o il bruciatore. La presenza di una base protettiva non sostituisce mai le distanze di sicurezza indicate nelle istruzioni.

Cos’è il bioetanolo?
Il bioetanolo è un combustibile liquido e incolore, ricavato dal processo di fermentazione delle biomasse, ovvero prodotti agricoli ricchi di zuccheri. Il bioetanolo brucia senza produrre cenere o fuliggine e, in condizioni di combustione corretta, genera principalmente calore, vapore acqueo e anidride carbonica. Poiché il biocamino non ha canna fumaria, è comunque necessario rispettare il volume minimo dell’ambiente e le indicazioni di ventilazione del produttore, utilizzando combustibile idoneo e mantenendo il bruciatore in buone condizioni.
Il bioetanolo ha un alto potere calorifico ed un bassissimo impatto ambientale, viene confezionato in pratiche taniche o bottiglie, ed ingombra molto meno della legna.

Bioetanolo Divina Fire “Ecoflame”
Quanto costa, prezzi e consumi del bioetanolo
Il costo del bioetanolo in Italia si aggira tra i 2,50 / 4,50 euro per litro. I suoi consumi sono indicativi, molto dipende dal modello del biocamino, dalla capacità del bruciatore, dalla potenza della fiamma (che in molti modelli è regolabile).
Mediamente un biocamino acceso per 3-4 ore al giorno, consuma circa 5 litri di bioetanolo alla settimana, se invece la fiamma viene mantenuta al minimo, un litro di bioetanolo brucia fino a 10 ore.
Per trasformare la durata del combustibile in un dato più immediato basta usare una formula semplice: consumo in L/h = 1 ÷ ore di durata di un litro. Se 1 litro dura fino a 10 ore, il consumo è quindi di circa 0,10 L/h. Nel caso dell’esempio già citato di 5 litri alla settimana con 3-4 ore di utilizzo al giorno, considerando una media di 3,5 ore al giorno si ottengono circa 24,5 ore settimanali di funzionamento: 5 ÷ 24,5 equivale a circa 0,20 L/h, mentre il consumo medio giornaliero è di circa 0,71 litri.
Si tratta sempre di valori indicativi. Il consumo reale cambia in base alla capacità e alla geometria del bruciatore, alla regolazione della fiamma e alla potenza utilizzata; anche la dimensione dell’ambiente incide indirettamente, perché determina quanto a lungo è necessario tenere acceso il camino per ottenere il comfort desiderato.
La sua capacità di riscaldamento è medio- alta ed il calore si sviluppa velocemente: un litro di bioetanolo genera dai 3 ai 4 kw /h con un rendimento del 100% perché tutto il calore prodotto non viene disperso attraverso la canna fumaria.
Pro e Contro del caminetto a bioetanolo
- Rispettare le distanze di sicurezza dai materiali infiammabili (come si fa con un normale camino a legna).
- Non esporre il biocamino a correnti d’aria che ne comprometterebbero il corretto funzionamento.
- Non lasciare la fiamma incustodita per lungo tempo.
- Maneggiare con attenzione il combustibile.